Le parole e i pesci, mostra di Massimo Ruiu. Inaugurazione sabato 5 ottobre ore 18. Mola di Bari, Castello Angioino
Massimo Ruiu, Pensieri sommersi (2004)
COMUNICATO STAMPA
TIPICA FOOD
& ART, L’ARTE INTERPRETA LE TIPICITÀ DEL SUD-EST BARESE
Prosegue il racconto artistico di “Tipica Food & Art” per esaltare l’identità
territoriale ed agroalimentare del sud est barese. Il 5 ottobre si inaugura a
Mola di Bari la mostra di Massimo Ruiu “Le parole e i pesci”, mentre il 19
ottobre a Rutigliano sarà inaugurata quella di Salvo D’Avila, intitolata “Grappoli
di Luce”.
Tipica Food & Art pone in relazione l’arte contemporanea con
le risorse agroalimentari di Conversano, Rutigliano e Mola di Bari. E’
un’indagine artistica che muovendosi tra la ciliegia di
Conversano, l’uva di Rutigliano ed i prodotti
ittici di Mola di Bari valorizza il patrimonio materiale e
immateriale del sud est barese. Lo fa attraverso lo sguardo ed il lavoro di
artisti del calibro di Dario Agrimi, Massimo Ruiu e Salvo D’Avila.
Il progetto
è finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma Straordinario in
materia di cultura e spettacolo. Tipica Food & Art è promosso dal GAL
Sud Est Barese e da un vasto partenariato di operatori culturali ed attori
istituzionali, tra cui le associazioni ETRA E.T.S e Volontari per la
Cultura, la Galleria Cattedrale di Conversano ed i Comuni di Conversano,
Rutigliano e Mola di Bari. Il progetto si avvale della direzione artistica
delle associazioni culturali succitate e della curatela della critica d’arte Lia
De Venere.
Dopo
l’inaugurazione di PROGRESSO, l’installazione di Dario Agrimi (aperta fino al
prossimo 10 ottobre presso la Pinacoteca Paolo Finoglio, Castello di Conversano)
e l’approfondimento realizzato dalla curatrice Lia De Venere con la conferenza
su “Il cibo nell’arte occidentale dagli inizi del Novecento a oggi”, sono in
programma due nuove mostre.
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LE PAROLE E
I PESCI di Massimo Ruiu sarà inaugurata sabato 5 ottobre alle ore 18:00 al Castello
Angioino di Mola di Bari (dal 05/10 al 19/10 // ore 17:00
-20:00).
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GRAPPOLI DI
LUCE di Salvo D’Avila sarà inaugurata
sabato 19 ottobre ore 18:00 al Museo Archeologico di Rutigliano (dal 19/10 al 2/11
// ore 17:00 -20:00).
Nel mese di
novembre tutte le opere di Agrimi, Ruiu e D’Avila saranno esposte presso la
Galleria Cattedrale di Conversano congiuntamente a quelle di 3 giovani artiste
selezionate attraverso una call. Parliamo di Mariantonietta Bagliato
(barese, classe 1985) con un lavoro sull’uva da tavola, Cristina
Mangini (barese, classe 1988) con un lavoro sulle ciliegie, Anastasiia
Morozova (russa, classe 1992) con un lavoro sui pesci.
Il GAL,
dunque, continua il percorso di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari
del Sud Est Barese aprendosi ad un mondo, quello artistico e culturale, capace
di esaltare in maniera originale e affascinante le peculiarità materiali ed
immateriali del territorio.
Focus Massimo Ruiu // Le parole e i pesci
Sabato 5 ottobre alle ore 18 presso il
Castello di Mola di Bari verrà inaugurata la mostra di Massimo
Ruiu, intitolata Le parole e i pesci.
A illustrare l’opera sarà Lia De Venere,
curatrice artistica del progetto Tipica Food&Art,
Così scrive delle opere in mostra la
curatrice:
In
alcuni dipinti con uno slittamento concettuale di indubbia intensità poetica,
Ruiu dà la parola a chi ha trovato la morte in mare, a esseri umani
incolpevoli, travolti da un tragico destino, come in Pensieri sommersi, in cui
una sorta di testamento viene recitato sott’acqua da tante specie ittiche, mute
per natura. Ogni pesce colma così il vuoto di un’assenza, facendosi custode silenzioso di un sospiro, di un
rimpianto, di un addio, di un desiderio, di una domanda. Di un dolore
incommensurabile e assurdo, sepolto nella profondità dell’abisso e cui noi
dobbiamo rispetto, non solo pietà.
In
quest’occasione l’artista ha voluto inoltre intessere un dialogo diretto con il
luogo. Così sui resti dei mosaici ritrovati nella villa di età romana (fine II
sec.- primi decenni I sec. a.C.), situata sulla costa molese in località
Padovano, e oggi collocati nel castello, ha deciso di proiettare impalpabili
forme di luce, pesci virtuali in luogo di quelli reali, che oggi probabilmente,
a seguito dell’azione di erosione dell’avanzamento del mare verso la
terraferma, potrebbero nuotare negli ambienti dell’antico edificio, sfigurato
dal tempo e dall’azione degli uomini. Riunendo, così, in un unico affascinante
palinsesto, passato e presente, storia e poesia.
Massimo Ruiu, Pensieri sommersi (2004)
MASSIMO
RUIU
San
Severo (FG), 1961
Vive
e lavora a Roma e Monopoli
Si laurea in Storia dell’Arte
contemporanea nel 1989 a Roma e svolge la propria attività artistica ed
espositiva a partire dal 1984. La sua ricerca ha come costante una
tensione poetica che focalizza tematiche legate ai bisogni più intimi e
profondi dell’uomo. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive in
Italia e all’estero (Londra, Skopije, Stoccolma, Santa Monica, Giacarta) in
musei e gallerie private. Nel 2019 ha vinto il Premio Casciaro.
Lia De Venere |